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Torre Astura, il Lago di Fogliano e i Giardini di Ninfa sono alcuni dei posti che puoi facilmente raggiungere da Alta Marea

Torre Astura

L’Astura romana era un approdo alla foce del fiume omonimo posto lungo la via Severiana, sede di ville già dal I secolo a.C. Una tra queste fu di Cicerone, e Astura fu teatro delle ultime fasi della sua inutile fuga da Marco Antonio[2]. Nel sito venne realizzata, tra la fine della Repubblica e l’inizio dell’età imperiale, una villa strutturata in parte in terraferma e in parte su un’isola artificiale, dotata di una vasta peschiera, i cui resti sono ancora in parte visibili (sulle murature in mare fu poi realizzata la fortezza)[3]. A partire dall’età romana Astura rappresentava infatti il prolungamento e il confine ad oriente della colonia di Antium[4][5][6]; per la sua amenità fu un luogo molto amato dai nobili romani, che la scelsero per costruirvi le loro villae d’otium.

Pervenuta intorno al 1140 a Tolomeo dei Conti di Tuscolo per averla usurpata al monastero di Sant’Alessio all’Aventino[7], nel 1193 il sito venne in possesso dei Frangipane, che per proteggersi dai Saraceni vi costruirono una fortezza marittima con una torre a pianta pentagonale, circondata dalle acque e collegata alla terraferma da un ponte ad arcate in laterizio.

Nel 1268 Corradino di Svevia, sconfitto nei pressi di Tagliacozzo, si rifugiò ad Astura nell’omonima torre, ma Giovanni Frangipane, signore di questa terra, lo consegnò a Carlo d’Angiò re di Napoli, cosicché fu decapitato a Campo Moricino, l’attuale piazza del Mercato di Napoli.

Nel 1426, dopo essere stata feudo dei Caetani e degli Orsini, la fortezza passò sotto i Colonna i quali la ristrutturarono, dandole l’attuale aspetto, e la vendettero nel 1594 a Clemente VIII Aldobrandini. Da questi, estintasi la famiglia Aldobrandini, passò ai Borghese, dai quali fu ceduta al comune di Nettuno negli anni settanta del XX secolo.

Lago di Fogliano

Il regime irregolare delle acque ha reso, fino al XX secolo, indefinibile il perimetro delle rive. A seguito della bonifica dell’agro pontino da parte dell’Opera Nazionale Combattenti è stato arginato ed ha assunto una configurazione definitiva.

Fa parte dal 1978 del territorio protetto del parco nazionale del Circeo, classificata come zona umida di importanza internazionale (convenzione di Ramsar).

In questa zona sono stati rinvenuti raschiatoi, punte di freccia, ed altre tracce della presenza dell’uomo a partire dalla preistoria. I Romani realizzarono importanti opere di bonifica, trasformandolo in un centro di allevamento e pesca, costruendo piscine e canali per sfruttare al meglio la ricchezza del lago.

Dopo un periodo di abbandono, l’area di Fogliano, divenuta d’influenza pontificia, rifiorisce. Sermoneta, Ninfa e i laghi di Fogliano e Caprolace costituiscono un unico fiorente possedimento che, papa Bonifacio VIII (Benedetto Caetani, 1294) affida alla famiglia Caetani.

La famiglia Caetani arricchisce l’area di nuovi edifici: è del 1742 la costruzione della casina di caccia, nata per ospitare il Conte d’Albany ed il Cardinale di York, nipoti di Giacomo II di Stuart, durante le loro battute di caccia. Nel 1877, vengono costruite la villa padronale e la cosiddetta “Villa Inglese”. Successivi rimaneggiamenti hanno portato ad un totale mutamento nell’architettura della villa padronale e della casa di caccia, che attualmente costituiscono un corpo unico, inglobando i resti dell’antica chiesa di S. Andrea, in seguito sostituita da una chiesetta in stile neogotico situata nei pressi della villa.

Giardini di Ninfa

Il giardino di Ninfa è un monumento naturale della Repubblica Italiana situato nel territorio del comune di Cisterna di Latina, al confine con Norma e Sermoneta. Si tratta di un tipico giardino all’inglese, iniziato da Gelasio Caetani nel 1921, nell’area della scomparsa cittadina medioevale di Ninfa, di cui oggi rimangono soltanto diversi ruderi, alcuni dei quali restaurati durante la creazione del giardino.

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